Il blog dei miei esperimenti informatici
Riflessioni
In partenza per la Danimarca
Mar 16th
Ebbene si oramai mancano pochi giorni alla data della partenza per Copenhagen, la splendida capitale danese. Un viaggio occasione di relax ma anche fonte di un reportage fotografico sulla cultura, sull’archittettura e sui costumi del nord europa.
Restate in attesa del reportage che pubblicherò al mio ritorno….
JPEG vs. RAW
Mar 8th
Le macchine digitali Reflex (DSLR) ed alcune compatte di fascia alta permettono di salvare le fotografie in due formati distinti: il JPEG ed il RAW. Sul JPEG non penso ci sia molto da dire in quanto tutti lo conoscete e tutti lo utilizzate, ma cos’è e a cosa serve il RAW? Beh letteralmente si tratta di un file “grezzo” in forma numerica ottenuto dalla conversione analogico->digitale senza nessuna ulteriore modifica o lavorazione da parte della macchina fotografica.
Per l’apertura di questi files è necessario un software particolare che spesso viene fornito in dotazione con la macchina ma, se preferite, si possono usare anche strumenti di terze parti. Sicuramente tra i più famosi ci sono i prodotti della Adobe come Lightroom e Adobe Camera Raw.
Una volta aperta la nostra fotografia in formato RAW la prima cosa che balza agli occhi è la sua apparente piattezza, colori spenti e dettaglio inferiore rispetto al Jpeg. Ma con questi presupposti perché dunque scattare in RAW? Un’ottima domanda che trova la sua risposta nel processo di lavoro e sviluppo della fotografia stessa, ovvero la versione moderna della camera oscura che tutti conoscono. Il RAW in quanto file grezzo necessita dunque di una post-produzione ma, rispetto al JPEG, permette di intervenire in maniera più capillare sull’immagine senza intaccare la qualità d’immagine stessa.
I passi per l’elaborazione sono diversi e si basano sul risultato che si vuole ottenere. Per citarne qualcuno, solo a titolo esemplificativo troviamo ad esempio il WB(White Balance), la correzione del colore selettiva, i livelli di regolazione e il tanto famoso sharpening uno strumento che aumenta il microcontrasto dell’immagine aumentando la nitidezza(apparente). Un piccolo appunto per quest’ultimo strumento: utile ma altrettanto distruttivo, un suo uso indiscriminato inficia la qualità d’immagine e crea sgradevoli artefatti.
Nel prossimo post vi pubblicherò un immagine d’esempio in RAW (senza nessuna correzione) e un esempio di processo di lavoro, per esemplificare le potenzialità di questo formato.
iPad – l’inizio di una nuova rivoluzione?
Feb 20th
Con l’introduzione dell’iphone, Apple ha cambiato radicalmente il mondo della telefonia apportando innovazioni stupefacenti che hanno riscosso un enorme successo planetario. Perché, dunque, non portare queste tecnologie su un nuovo dispositivo? Apple lo ha fatto con la presentazione del suo nuovo gieiellino iPad. Difficile da descrivere in poche parole, un oggetto del tutto nuovo, una sorta di netbook completamente multi-touch. Questa mia ultima descrizione forse appare riduttiva ma nel suo complesso rende l’idea di un oggetto studiato per essere estremamente portabile ma al comtempo abbastanza grande da sfruttarlo come un “websurfer“.
Il lato superiore è una lastra unica di vetro, come si può gia vedere nei nuovi iMac, che conferisce al dispositivo un aspetto elegante e curato. Il rivestimento posteriore riprende invece la linea dei nuovi macbook pro, un unico pezzo di alluminio che si fonde con le sue linee dolci per formare un oggetto sottilissimo dal design stupefacente.
Il suo peso è si soli 700g nella versione Wi-Fi mentre sale un pochetto per la versione che incorpora il 3g.
Siamo dunque arrivati al punto di dover esprimere un opinione personale smettendo di tesser lodi per la casa di Cupertino. Ok ok va bene lo ritengo uno strumento fantastico utile sia per navigare, spedire email, perché non legger degli ebooks, guardare foto e video. Personalmente ritengo queste funzioni molto importanti ma soprattutto l’idea di avere una sorta di portfolio fotografico sempre con me visualizzabile sull’ipad è semplicemente fantastico. Un nuovo strumento che promette nuove ed interessanti idee di utilizzo. Aspettando che esca in Italia vi posto il video ufficiale del dispositivo.
Snow Leopard – storia di un aggiornamento
Nov 17th
Ho da poco aggiornato il mio piccolo e fedelissimo macbook bianco modello Late 2007 con l’ultima versione del sistema operativo di Cupertino: Snow Leopard.
Ma vediamo un po come si procede per l’aggiornamento del sistema… Ok per prima cosa bisogna procurarsi una copia di Snow Leopard il cui prezzo di vendita è €29; si si avete capito bene non mi sono dimenticato uno zero come si potrebbe pensare, il nuovo OS (Operating System) ha un prezzo davvero concorrenziale. La confezione, in perfetto stile Apple è elegante e minimalista; un piccolo parallelepipedo di cartone con un opuscolo di spiegazione, un paio di adesivi del logo della mela morsicata ed ovviamente il cd di installazione. Per aggiornare il sistema non occorre effettuare nessun backup, come invece andava fatto per il profilo utente nelle versioni precedenti, basta semplicemente inserire il dispositivo e lanciare il wizard che ci accompagnerà nel processo di aggiornamento. Bene accettate la licenza e confermate che volete installare l’aggiornamento a questo punto, dopo aver selezionato il disco sul quale effettuare l’installazione e, ovviamente, nel mio caso era una scelta forzata, parte un processo automatizzato che, sul mio piccolo macbook ha impiegato circa 50min per completare il processo di installazione e così ecco a voi il mio nuovo e fiammante Mac OS X 10.6.0!
Il primo approccio con il nuovo desktop lascia un attimo di amaro in bocca in quanto la prima cosa che ho pensato è stata:
Ma è cambiato qualcosa?
Analizzando meglio le novità ci sono e sono delle migliorie che hanno contribuito a rendere stabile e performante un sistema che già era ottimo. Sul sito ufficiale di Apple è presente una piccola spiegazione dal titolo Perfezionato. Non reinventato. che mi ha molto colpito per cui ho deciso di citarla in questo post
La semplicità e l’affidabilità di Mac OS X sono leggendarie. Perciò, quando si è trattato di progettare Snow Leopard, gli ingegneri Apple hanno fissato un solo obiettivo: perfezionare la perfezione. Hanno cercato aree che si potessero ulteriormente rifinire, semplificare e velocizzare, dai dettagli come l’espulsione di un disco a operazioni fondamentali come l’installazione del sistema operativo. In molti casi, ciò che era già ottimo è diventato straordinario. Qui trovi solo alcuni esempi di come abbiamo perfezionato l’esperienza Mac.
Le novità introdotte sono tante ma un paio hanno attirato la mia attenzione in particolare ma andiamo per gradi. Secondo quanto dichiarato da Apple dopo l’aggiornamento alla nuova versione del sistema operativo si dovevano risparmiare 7GB di spazio disco, vermanete interessante soprattutto per me che ho un hard disk relativamente piccolo da 120GB. Visto che la curiosità è regina in questo contesto, prima di avviare l’installazione ho controllato lo spazio disco e avevo liberi 46.74GB mentre dopo il completamente dell’installazione, con mia grande sorpresa, lo spazio libero disponibile era salito a 57.43GB ovvero ben 10.69GB in più per i miei documenti. Il sistema mi è sembrato più reattivo nel partire quindi anche in questo senso una ottimizzazione delle risorse e delle prestazioni complessive.
Altra innovazione è l’introduzione di Quicktime X il nuovo lettore multimediale completamente rivisto sia nel look sia nelle gestione dei menu con una semplificazione per quanto concerne i trim dei video e gli upload.
Ultimo punto che ho ritenuto fondamentale è la gestione nuova e rinnovata di Exposé che si integra meglio nel sistema e, grazie alla visione a griglia, è possibile visionare i documenti e le applicazioni in modo semplice ed intuitivo.
L’evoluzione della comunicazione
Nov 3rd
E’ indubbiamente vero ed altrettanto banale che Internet sia una fonte d’informazione ampia e completa ma, come spesso accade, è difficile orientarsi in un mondo, seppur virtuale, dove le fonti sono le più variegate. Ripercorrendo le ere dell’informazione e senza andare troppo nel passato possiamo suddividere il progresso e la globalizzazione attraverso i mezzi di comunicazione impiegati.
La carta stampata
Nel passato le uniche fonti o, per meglio dire, gli unici canali di pubblico dominio per accedere all’informazione stessa era la carta stampata. Esisteva un’intera organizzazione giornalistica che, tralasciando tutti i discorsi sulla censura socio-politica della stampa, divulgava notizie e forniva ai lettori spunti di riflessione spesso contestualizzati in aree specifiche. Il giornale per molto tempo ha rappresentato l’unico mezzo d’informazione di massa accessibile e questo aspetto ha portato alla nascita di svariate testate giornalistiche nazionali, regionali o anche solo di quartiere.
La radio e la TV
Dalla carta stampata alla radio ed alla televisione il passo è stato breve ma se è cambiato il mezzo è cambiata anche l’informazione? Probabilmente la televisione e la radio hanno ampliato ed esteso il mondo informativo portando direttamente nelle case notiziari, rubriche di approndimento e quant’altro. A mio modesto avviso la maggiore differenza con la carta stampata era la maggiore facilità di reperire l’informazione che però era sempre centralizzata a pochi organi di stampa e quindi sempre elitaria e, anche se involontariamente, filtrata e censurata.
Internet
E così siamo giunti all’era dell’informatizzazione, all’era del digitale. Dobbiamo innanzi tutto suddividere questo periodo in due filoni principali che si caratterizzano per la deffusione capillare del mezzo internet sul globo. La possibilità di fruire di servizi gratuiti per la creazione di blog personali e/o di pagine web ha portato alla nascita di migliaia, milioni, innumerevoli fonti di informazioni. Si è persa quella fonte di controllo centralizzata che caratterizzava il passato e dunque ora tutti posso scrivere, esprimersi, condividere, sottoscrivere e creare comunità basate sull’informazione stessa. Tutto questo se da un lato è molto bello, io sono il primo ad apprezzare questi aspetti e questa libertà, dall’altro pone spesso il problema della verifica dell’informazione stessa in quanto verificabile e veritiera.
Facendo un esempio concreto prendiamo in considerazione i “rumors” nient’altro che supposizioni poco comprovate che spesso più che notizie in sé sono speculazione commerciali delle aziende che mirano a smuovere le acque del mercato economico. Un mercato economico globale proprio come le notizie e che spesso appartengono a mondi strettamente connessi tra loro.
Il mondo di Internet dunque diventa non solo strumento di divultazione ma di creazione ed espressione stessa ampliando di fatto il termine stesso di informazione. Non possiamo che gioire di questa evoluzione ma ora dovrebbe esserci una forma di formazione per permettere alla gente di vagliare, filtrare ed analizzare le informazioni che reperiamo sul Web. Dobbiamo allenare il senso critico per uno sviluppo concreto e costruttivo del Web in tutte le sue forme.


